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Tornano Tasi e Imu, così la stangata di giugno

Roma -

Si avvicina la scadenza di giugno per la prima rata IMU-TASI, che al contrario di quanto successo l’anno scorso, in questo 2015 vedrà tutti i proprietari di immobili (e anche chi vive in affitto, per le quote di competenza), passare alla cassa entro il prossimo 16 giugno. Non si ripeterà il caos delibere, a causa del quale l’anno scorso in realtà la prima rata del 16 giugno era stata pagata solo nei Comuni che avevano emesso in tempo il provvedimento attuativo, ed era invece slittata (in ottobre, e in alcuni casi a dicembre) negli altri.

Innanzitutto, ricordiamo che la TASI va versata sulle prime case, e sostituisce l’IMU, mentre quest’ultima si paga su tutti gli altri immobili. Fanno eccezione le prime case di lusso, di categoria A1, A8 e A9, che pagano sia TASI sia IMU. Le aliquote da tenere in considerazione per l’acconto da versare entro il 16 giugno sono quelle deliberate dai Comuni per questo 2015 solo nel caso in cui ci sia la delibera nei termini previsti, con pubblicazione entro il termine ultimo del 23 maggio. Altrimenti si paga con le aliquote 2014: sono molte le amministrazioni che non hanno ancora deliberato, anche in considerazione del fatto che quest’anno è slittato a luglio il termine per pubblicare i bilanci dei Comuni.

Nei comuni in cui non c’è una nuova delibera IMU-TASU l’eventuale differenza con l’aliquota 2015 verrà versata con il saldo di Dicembre. Un utile strumento per capire la situazione delle delibere del Comune è rappresentato dal sito del Dipartimento delle Finanze, che presenta tutte le delibere aggiornate (clicca qui).

Comunque sia, la regola fondamentale resta quella degli scorsi anni: ogni contribuente deve verificare la delibera del proprio Comune (spesso, il sito internet dell’amministrazione ha pagine dedicate all’adempimento, con specchietti riassuntivi, aliquote, riferimenti delle delibere e via dicendo).

Ricordiamo che l’aliquota base della TASI va dall’1 al 2,5 per mille, la somma TASI + IMU non può mai superare l’1,06%. Ogni Comune può aggiungere uno 0,8 per mille alle prime case o agli altri immobili, o spalmarla sulle due voci (ad esempio, 0,4 per mille sulla prima casa e analoga percentuale agli altri immobili).

Il pagamento va effettuato come l’anno scorso, con F24 o bollettino postale. Non è ancora chiaro cosa succederà ai famosi bollettini precompilati, ma al momento sembra proprio che in molti comuni non arriveranno.

amministratore donna

SEMPRE PIÙ DONNE DECIDONO DI FARE "L’AMMINISTRATORE"

Roma

Dall’entrata in vigore del Regolamento Ministeriale, ottobre 2014, che definisce i requisiti e le modalità con i quali devono tenersi i corsi obbligatori per svolgere la professione di amministratore di condominio, come previsto dalla L.220/2012, sono aumentate le donne che decidono di intraprendere questa professione.

Come nella maggior parte delle libere professioni, anche nella nostra, registriamo da anni che le donne non temono la concorrenza maschile. Anzi nel nostro settore abbiamo potuto constatare che sono le più studiose e non lasciano nulla all’improvvisazione.

Da quando la formazione professionale per esercitare questa attività è divenuta obbligatoria per legge, l’80% degli iscritti ai nostri corsi di formazione sono donne! Un dato senza dubbio importante in un momento in cui nel nostro Paese si registra un alto tasso di disoccupazione femminile e non meno un costante abbandono del mondo del lavoro in caso di maternità.

Per questi motivi, in occasione della festa della mamma, l’A.N.A.I.P. ha deciso di applicare agevolazioni particolari per tutto il mese di maggio alle mamme diplomate e laureate che vogliono iscriversi ai nostri corsi per poi iniziare l’attività di amministratore.

Abbiamo sempre ritenuto che la nostra professione si sposi molto meglio di tante altre con la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Certo occorre essere preparate e avere una buona capacità organizzativa, doti che alle mamme non mancano.

L'auspicio è che anche alle lavoratrici che rientrano nella gestione separata dell’INPS, come nel nostro caso, vengano estese con effettive coperture finanziarie le stesse tutele delle lavoratrici dipendenti. Così da garantire concretamente pari opportunità a tutte le donne che vogliono lavorare senza dover rinunciare alla gioia della maternità.

agevolezioni fiscali

Anaci

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Roma

Tagli in arrivo per 52 agevolazioni fiscali: nel mirino anche il bonus mobili e detrazioni sanitarie
Mano pesante sul fronte dell’edilizia. A partire dal tanto amato bonus Irpef del 36% (per quest’anno ancora al 50%) per le ristrutturazioni edilizie. L’idea messa a punto è quella di ridurre, a partire dal 2016, il bonus al 20% da poter spendere in quote annuali per 10 anni sia per le ristrutturazioni edilizie sia per gli interventi di riqualificazione energetica. E, nonostante il recente plauso incassato dal premier Renzi al Salone del mobile di Milano, nel dossier dei commissari alla spending review viene espressamente sancito l’addio al bonus per mobili: «Nessuna agevolazione per l’arredo degli immobili ristrutturati». Gli effetti per le casse dello Stato si avranno nel 2017 con un recupero di 294 milioni. Non solo. Stop anche a quello che i tecnici della spesa definiscono letteralmente «un regalo all’Ance»: la proposta è quella di eliminare la deduzione Irpef del 20% del prezzo di acquisto nel limite massimo di spesa di 300mila euro, per chi acquista immobili da mettere in locazione. Un bonus dalla vita breve, visto che a introdurlo era stato il tanto decantato decreto «sblocca Italia» (Dl 133/2014) convertito in legge nel novembre scorso.

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